Il mal di schiena non dipende sempre da un problema della colonna vertebrale. In alcune donne, soprattutto quando il dolore compare o peggiora in relazione al ciclo mestruale, la causa può essere più profonda e riguardare la zona pelvica. È il caso dell’endometriosi, una malattia cronica in cui un tessuto simile all’endometrio, cioè la mucosa che riveste internamente l’utero, cresce al di fuori della cavità uterina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive l’endometriosi come una patologia complessa, spesso associata a dolore mestruale intenso, dolore pelvico cronico, gonfiore addominale, nausea e possibili difficoltà legate alla fertilità.
Quando si parla di lombalgia ed endometriosi, è importante non pensare subito a un semplice dolore muscolare. In molte pazienti il fastidio parte dal basso ventre, dal bacino o dalla regione pelvica, ma viene percepito anche nella parte bassa della schiena. L’Istituto Superiore di Sanità indica infatti tra i sintomi dell’endometriosi anche il dolore nella parte inferiore dell’addome o in corrispondenza della schiena, spesso con peggioramento durante le mestruazioni.
Come si manifesta il dolore
Il dolore lombare legato all’endometriosi può essere molto diverso da paziente a paziente. Alcune donne descrivono una sensazione di peso nella parte bassa della schiena; altre riferiscono fitte più intense nei giorni prima o durante il ciclo. In altri casi il dolore può irradiarsi verso i glutei, l’inguine o le gambe, fino a ricordare una sciatalgia.
Un elemento da osservare con attenzione è la ciclicità. Se il mal di schiena tende a ripresentarsi sempre nello stesso periodo del mese, oppure si associa a dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, dolore durante i rapporti, disturbi intestinali o urinari durante il ciclo, è opportuno approfondire la situazione con una valutazione specialistica. Anche fonti cliniche internazionali riportano che l’endometriosi può provocare dolore pelvico, dolore durante i rapporti, dolore alla minzione o alla defecazione e dolore alla schiena, soprattutto in relazione al periodo mestruale.
Perché l’endometriosi può provocare mal di schiena
Il collegamento tra endometriosi e lombalgia non è sempre immediato, ma può essere spiegato da diversi meccanismi.
Le lesioni endometriosiche possono favorire uno stato infiammatorio nella zona pelvica. Questa infiammazione può irritare i tessuti vicini, i legamenti, i muscoli e, in alcuni casi, anche strutture nervose profonde del bacino. Quando il dolore persiste nel tempo, il corpo tende inoltre a reagire contraendo la muscolatura circostante: pavimento pelvico, glutei, addome e zona lombare possono diventare più rigidi e contribuire al mantenimento del sintomo.
Un altro aspetto da considerare sono le aderenze, cioè aree di tessuto cicatriziale che possono formarsi in seguito all’infiammazione. Queste aderenze possono ridurre la mobilità dei tessuti interni e creare una sensazione di trazione o tensione nella zona del bacino e della schiena.
Per questo motivo, in alcune pazienti, trattare solo la schiena può non essere sufficiente. Se il dolore nasce anche da una componente pelvica, infiammatoria o muscolare profonda, serve un approccio più completo.
Diagnosi: perché è importante non fermarsi alla lombalgia
Quando il mal di schiena ha caratteristiche insolite, è ricorrente durante il ciclo o si accompagna ad altri sintomi ginecologici, la valutazione deve considerare anche l’endometriosi.
La diagnosi può basarsi su visita ginecologica, analisi dei sintomi, ecografia transvaginale e, in casi selezionati, risonanza magnetica. Le linee guida NICE raccomandano di sospettare l’endometriosi in presenza di dolore pelvico cronico, mestruazioni molto dolorose, dolore durante i rapporti, sintomi intestinali o urinari ciclici e difficoltà di concepimento.
Le linee guida ESHRE sottolineano inoltre l’importanza di un percorso personalizzato, che tenga conto sia del dolore sia dell’impatto della malattia sulla qualità di vita.
Parzialmente AI-Modificato
Questa immagine deriva da un contenuto preesistente ed è stata modificata, integrata o trasformata mediante strumenti di Intelligenza Artificiale. Alcuni elementi possono quindi essere originali e altri generati o alterati con AI.
Quali esercizi possono aiutare
Gli esercizi non curano l’endometriosi, ma possono essere utili per ridurre la tensione muscolare, migliorare la mobilità del bacino e aiutare la paziente a gestire meglio il dolore. Le evidenze più recenti indicano che attività fisica ed esercizio terapeutico possono avere effetti positivi su dolore, qualità di vita, salute mentale e disfunzioni del pavimento pelvico nelle donne con endometriosi, purché il lavoro sia adattato alla condizione della singola paziente.
L’obiettivo non è “forzare” il corpo, ma creare movimento, respirazione e rilassamento.
Respirazione diaframmatica
È spesso un buon punto di partenza, soprattutto quando il dolore si accompagna a tensione addominale o pelvica.
Ci si sdraia sulla schiena, con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati. Una mano può essere posizionata sul torace e l’altra sull’addome. Inspirando dal naso, si lascia espandere lentamente la pancia; espirando dalla bocca, si cerca di rilasciare la zona lombare e pelvica.
È un esercizio semplice, ma utile nei momenti in cui il corpo tende a irrigidirsi.
Mobilità dolce del bacino
Un movimento molto indicato è il basculamento del bacino.
Da sdraiate, con le ginocchia piegate, si porta lentamente la zona lombare verso il pavimento durante l’espirazione, per poi tornare alla posizione di partenza. Il movimento deve essere piccolo, lento e non doloroso.
Questo esercizio aiuta a recuperare mobilità nella zona lombare e a ridurre la sensazione di rigidità.
Posizione del bambino modificata
Questa posizione può dare sollievo alla parte bassa della schiena.
Si parte in ginocchio, portando il bacino verso i talloni e allungando le braccia in avanti. Se la posizione crea fastidio addominale o pelvico, si possono aprire leggermente le ginocchia o utilizzare un cuscino sotto il busto.
Deve essere percepita come una posizione di scarico, non come uno stretching aggressivo.
Stretching dei glutei
I muscoli glutei e il piriforme possono contribuire alla sensazione di dolore irradiato verso il bacino o la gamba.
Da sdraiate, si appoggia una caviglia sopra il ginocchio opposto, formando una sorta di “quattro”. Poi si avvicina lentamente la coscia al petto, fino a sentire un allungamento nella zona del gluteo. La posizione può essere mantenuta per 20–30 secondi, senza molleggiare.
Se compaiono dolore pelvico, bruciore o formicolio, l’esercizio va interrotto.
Camminata leggera
Nei giorni in cui il dolore lo consente, anche una camminata leggera può aiutare. Muoversi in modo moderato favorisce la circolazione, riduce la rigidità e aiuta a mantenere il corpo più elastico.
Non bisogna però trasformare l’attività fisica in uno sforzo. Nei periodi di dolore intenso, l’obiettivo principale resta la gestione del sintomo.
Strategie quotidiane utili
Oltre agli esercizi, alcune attenzioni pratiche possono aiutare a limitare il peggioramento della lombalgia.
Evitare di stare sedute troppo a lungo
La posizione seduta prolungata può aumentare la pressione sulla zona pelvica e accentuare la rigidità lombare. Alzarsi ogni 30–45 minuti, camminare per pochi minuti e cambiare posizione durante la giornata può fare la differenza.
Usare il calore
Il calore locale sulla zona lombare o sull’addome può aiutare a ridurre la contrattura muscolare e dare sollievo nei momenti di maggiore fastidio. Non risolve la causa, ma può essere un supporto utile nella gestione quotidiana.
Tenere un diario dei sintomi
Annotare quando compare il dolore, quanto dura, se peggiora con il ciclo, con la seduta prolungata, durante i rapporti o durante la minzione o l’evacuazione può fornire indicazioni preziose allo specialista.
Spesso sono proprio questi dettagli a far capire che il mal di schiena non è isolato, ma fa parte di un quadro più ampio.
Valutare il pavimento pelvico
In presenza di endometriosi e dolore pelvico cronico, il pavimento pelvico può diventare ipertonico, cioè troppo contratto. In questi casi non sempre gli esercizi di rinforzo sono la scelta migliore. A volte è più utile lavorare sul rilassamento, sulla respirazione, sulla desensibilizzazione e sulla mobilità dei tessuti.
L’ACOG indica la fisioterapia del pavimento pelvico come una delle opzioni utili nella gestione del dolore pelvico cronico, soprattutto quando è presente una componente muscolare o miofasciale.
Quando è meglio fermarsi
Gli esercizi devono essere sospesi se aumentano chiaramente il dolore, se provocano bruciore irradiato alla gamba, formicolio, debolezza, nausea importante o peggioramento del dolore pelvico.
È consigliabile rivolgersi al medico quando il mal di schiena è molto intenso, ricorrente durante il ciclo, associato a dolore pelvico, dolore nei rapporti, disturbi intestinali o urinari ciclici, oppure quando limita le attività quotidiane.
Il valore di un approccio integrato
La lombalgia associata all’endometriosi richiede spesso un lavoro di squadra. Il ginecologo valuta la malattia e le possibili terapie mediche o chirurgiche; il fisioterapista specializzato può intervenire sulla componente muscolare, posturale e pelvica; il medico può aiutare a distinguere un dolore lombare di origine meccanica da un dolore collegato alla pelvi.
Il trattamento può includere farmaci antidolorifici, terapia ormonale, fisioterapia del pavimento pelvico, modifiche dello stile di vita e, nei casi più complessi, chirurgia. Secondo l’OMS, non esiste attualmente una cura definitiva per l’endometriosi, ma i sintomi possono essere trattati con percorsi mirati, con l’obiettivo di ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita.
Conclusione
La lombalgia ed endometriosi possono essere strettamente collegate. Quando il mal di schiena compare insieme a dolore pelvico, peggiora durante le mestruazioni o si associa a sintomi intestinali, urinari o sessuali, è importante non considerarlo solo un problema muscolare.
Gli esercizi dolci, la respirazione, la mobilità del bacino, il lavoro sul pavimento pelvico e alcune strategie quotidiane possono aiutare, ma devono essere scelti con attenzione. Il dolore non va normalizzato né affrontato con esercizi casuali. Una valutazione specialistica permette di capire l’origine del sintomo e costruire un percorso più sicuro, mirato ed efficace.
Fonti:
- World Health Organization – Endometriosis
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/endometriosis - Istituto Superiore di Sanità – Endometriosi: disturbi, cause e terapie
https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/e/endometriosi - NICE Guideline NG73 – Endometriosis: diagnosis and management
https://www.nice.org.uk/guidance/ng73 - ESHRE Guideline Endometriosis
https://www.eshre.eu/guideline/endometriosis - PubMed – The effectiveness and safety of physical activity and exercise in endometriosis
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39946383/ - ACOG – Chronic Pelvic Pain
https://www.acog.org/womens-health/faqs/chronic-pelvic-pain






