Il dolore alla spalla è un disturbo molto frequente, ma non sempre nasce dalla spalla stessa. In alcuni casi il problema riguarda i tendini della cuffia dei rotatori; in altri, invece, il dolore arriva dalla colonna cervicale, per esempio a causa di una discopatia, di una spondilosi o di un’irritazione di una radice nervosa.
Distinguere queste due situazioni è importante perché il percorso diagnostico e terapeutico può essere diverso. Una spalla dolorosa non va quindi valutata solo “dove fa male”, ma osservando il tipo di dolore, il movimento che lo scatena, l’eventuale irradiazione e la presenza di formicolii o perdita di forza.
Quando il problema è la cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è l’insieme di muscoli e tendini che stabilizzano la spalla e permettono molti movimenti quotidiani: alzare il braccio, ruotarlo, pettinarsi, vestirsi, prendere un oggetto da uno scaffale.
Quando questi tendini vanno incontro a sofferenza, infiammazione, degenerazione o lesione, il dolore è spesso localizzato nella parte anteriore o laterale della spalla. Può scendere lungo il braccio, ma di solito non supera il gomito. L’American Academy of Orthopaedic Surgeons descrive infatti il dolore della cuffia come un dolore che può partire dalla parte anteriore della spalla e irradiarsi verso il lato del braccio, peggiorando spesso nei movimenti di sollevamento e durante la notte.
Un segnale molto comune è il dolore nei gesti sopra la testa: prendere qualcosa in alto, infilare una giacca, lavarsi i capelli, sollevare un peso. Nei casi più avanzati può comparire anche una debolezza selettiva, soprattutto nell’abduzione del braccio o nella rotazione esterna.
Un altro elemento utile è il dolore notturno. Molti pazienti riferiscono di non riuscire a dormire sul lato dolente. Anche l’Hospital for Special Surgery sottolinea che il dolore della cuffia dei rotatori è spesso percepito nella parte laterale della spalla e del braccio, può arrivare fino al gomito, ma in genere non scende oltre.
Quando il dolore arriva dalla cervicale
Il dolore di origine cervicale ha spesso caratteristiche diverse. Non nasce necessariamente nella spalla: può partire dal collo, dalla regione cervicale o dalla zona tra collo e scapola, per poi irradiarsi verso spalla, braccio, avambraccio e mano.
In questo caso il dolore può essere più “nervoso”: bruciore, scossa, formicolio, intorpidimento o sensazione di spilli. La radicolopatia cervicale, secondo NCBI Bookshelf, si verifica quando una radice nervosa cervicale viene compressa o irritata, provocando dolore che può diffondersi dal collo verso braccio, spalla, parte alta della schiena o torace, con possibili deficit di forza o alterazioni dei riflessi.
A differenza del dolore tendineo della spalla, quello cervicale è spesso influenzato dai movimenti del collo: estensione, rotazione, inclinazione laterale. Il paziente può notare che girare la testa, guardare verso l’alto o mantenere a lungo una postura rigida peggiora i sintomi.
Un dato importante è la distribuzione del dolore. Se il disturbo supera il gomito, arriva alla mano o si associa a formicolio alle dita, è più probabile che ci sia un coinvolgimento neurologico. Non significa automaticamente che la spalla sia sana, ma indica che la cervicale va valutata con attenzione.
La differenza più utile: movimento della spalla o movimento del collo?
Una domanda semplice, ma molto utile, è questa: quale movimento scatena davvero il dolore?
Se il dolore compare quando il paziente alza il braccio, lo porta dietro la schiena o compie movimenti sopra la testa, si pensa più facilmente alla cuffia dei rotatori. Se invece il dolore aumenta ruotando o estendendo il collo, oppure si accompagna a formicolio e irradiazione lungo il braccio, l’origine cervicale diventa più probabile.
Naturalmente non è sempre così netto. In alcuni pazienti possono coesistere sia una sofferenza della cuffia sia una problematica cervicale. Per questo motivo la diagnosi non dovrebbe basarsi su un solo sintomo, ma su una valutazione clinica completa.
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Il dolore notturno non basta per fare diagnosi
Il dolore notturno orienta spesso verso una patologia della cuffia dei rotatori, ma non è sufficiente da solo. Può comparire anche in altre condizioni della spalla e, talvolta, in problematiche cervicali irritative.
Va quindi interpretato insieme ad altri elementi: dove inizia il dolore, fin dove arriva, quali movimenti lo peggiorano, se sono presenti formicolii, se c’è perdita di forza e se il dolore cambia con la posizione del collo o del braccio.
Formicolio, intorpidimento e perdita di forza: segnali da non trascurare
Quando al dolore si associano parestesie, cioè formicolii o sensazioni anomale, la diagnosi si sposta più facilmente verso un’origine nervosa. Lo stesso vale per una perdita di forza non legata semplicemente al dolore, per esempio difficoltà a stringere la mano, sollevare il polso o controllare alcuni movimenti delle dita.
Nel sospetto di radicolopatia cervicale, test clinici come il test di Spurling possono aiutare il medico a capire se la compressione cervicale riproduce i sintomi del paziente. Una revisione sistematica pubblicata su European Spine Journal ha evidenziato che alcuni test provocativi cervicali, tra cui lo Spurling, possono essere utili nella valutazione della radicolopatia, soprattutto per la loro specificità.
Esiste anche un test clinico chiamato Arm Squeeze Test, proposto per distinguere il dolore di origine cervicale da quello propriamente della spalla nei casi dubbi. Lo studio originale pubblicato su European Spine Journal ha concluso che questo test può essere utile per orientare la diagnosi quando non è chiaro se il dolore provenga dal collo o dalla spalla.
Quando servono gli esami strumentali
Gli esami non devono sostituire la visita, ma integrarla. In base al quadro clinico, il medico può richiedere ecografia o risonanza magnetica della spalla per valutare i tendini della cuffia, oppure radiografie e risonanza cervicale se il sospetto è una radicolopatia o una patologia degenerativa del rachide cervicale.
La scelta dell’esame dipende dai sintomi. Una risonanza della spalla può mostrare una lesione tendinea, ma se il dolore arriva alla mano con formicolio, potrebbe non spiegare il problema principale. Allo stesso modo, una risonanza cervicale può evidenziare alterazioni degenerative che non sempre sono responsabili del dolore. Per questo la correlazione tra sintomi, visita ed esami è fondamentale.
In sintesi: come orientarsi
Il dolore da cuffia dei rotatori tende a essere più localizzato alla spalla, peggiora con i movimenti del braccio e spesso disturba il sonno, soprattutto quando ci si appoggia sul lato dolente. Il dolore cervicale, invece, parte più spesso dal collo, può irradiarsi oltre il gomito e associarsi a formicolio, intorpidimento o perdita di forza.
Il punto centrale non è scegliere tra “spalla” e “cervicale” in modo rigido, ma capire quale struttura stia realmente generando il dolore. Una valutazione clinica accurata consente di impostare il trattamento più adatto ed evitare percorsi inutili o incompleti.
Fonti consultate
- American Academy of Orthopaedic Surgeons – Shoulder Impingement / Rotator Cuff Tendinitis
URL: https://orthoinfo.aaos.org/en/diseases–conditions/shoulder-impingementrotator-cuff-tendinitis/ - Hospital for Special Surgery – Rotator Cuff Pain: Tendonitis, Tendinosis, Tendinopathy
URL: https://www.hss.edu/health-library/conditions-and-treatments/list/rotator-cuff-pain - NCBI Bookshelf – Cervical Radiculopathy
URL: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK441828/ - Rubinstein SM et al. – A systematic review of diagnostic accuracy of provocative neck tests for cervical radiculopathy, European Spine Journal
URL: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17013656/ - Gumina S. et al. – Arm Squeeze Test: a new clinical test to distinguish neck from shoulder pain, European Spine Journal
- URL:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23604976/






